Essere una donna mormone: 5 modi in cui la mia femminilità mi ha dato uno scopo

Preghiera donna mormoneNon so che cosa avete sentito dire delle donne mormoni. Si potrebbe pensare che siamo oppresse o cittadine di qualità inferiore, nella nostra sub-cultura. Se la pensate così, sappiate che è sbagliato. Io sono un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (che le persone di altre fedi, spesso inavvertitamente, definiscono come Chiesa mormone), ed essendo una donna mormone questo significa che sono parte di una fede la cui dottrina riguardante le donne sottolinea la loro influenza unica e la loro grande potenza. La mia femminilità mormone è parte integrante della mia identità complessiva e mi indirizza nel mio scopo qui, sulla terra.

1 – Scopo nella mia comunità della chiesa

Società di Soccorso MormoneLa Chiesa di Gesù Cristo ospita la più grande organizzazione delle donne nel mondo, la Società di Soccorso. Secondo la Chiesa, lo scopo della Società di Soccorso è quello di “preparare le donne per le benedizioni della vita eterna, aiutandole ad accrescere la loro fede e la rettitudine personale, rafforzare le famiglie e le case e aiutare chi ha bisogno”.

La Società di Soccorso offre innumerevoli opportunità di servire. L’insegnamento in visita è un programma all’interno della Società di Soccorso che permette alle donne di essere in contatto tra di loro individualmente, per valutare i diversi bisogni temporali, spirituali, emotivi e, talvolta, anche fisiche, degli altri. Molte donne sono chiamate a servire all’interno di varie chiamate, all’interno della Società di Soccorso, e molti altri sono chiamati a servire nella sezione delle Donne giovani, un’organizzazione per ragazze adolescenti, o nella Primaria, l’organizzazione dei bambini. All’interno dell’organizzazione della chiesa sono necessarie delle donne, per servire donne e ragazze di ogni età.

Ho trovato personalmente un grande scopo nella mia partecipazione all’interno della Società di Soccorso. A causa della Società di Soccorso, ho trovato la maggiore necessità e la potenza del fare un passo al di fuori della mia zona di conforto, per essere connessa agli altri. La Società di Soccorso ha il potenziale per essere una sorellanza vera e vincolante, che richiede alle donne mormoni come me di conoscere le altre donne ed essere disposte a servire e ad ascoltare. La Società di Soccorso mi insegna non solo le mie responsabilità come donna mormone, ma mi dà anche gli strumenti per cercare il potere e la forza necessaria per adempiere a tali responsabilità.

2 – Scopo nella rivelazione personale

Rivelazione personale MormoneUna delle caratteristiche notevoli della Chiesa di Gesù Cristo è che nessuno ha bisogno di una figura autorevole necessaria, per essere in collegamento personale e poter comunicare con Dio. Ogni membro, uomo, donna e bambino, è incoraggiato a sviluppare il proprio rapporto personale con il Padre celeste e il Salvatore.

Le donne, anche se non sono ordinate come i detentori del sacerdozio (l’autorità di agire in nome di Dio), sono comunque tenute a cercare la rivelazione personale di Dio. La rivelazione personale viene comunicata tramite lo Spirito Santo. A causa di questa responsabilità personale che ho, ho trovato un grande scopo nello sviluppare il mio rapporto con il Padre celeste. Sono venuta a sapere come Egli mi parla e come Egli mi influenza. E’ attraverso la rivelazione personale, che ho imparato di più sulla mia missione su questa terra. Mi piace sapere che non importa dove io sono, perchè sarò sempre in grado di comunicare con Dio e cercare la rivelazione necessaria da Lui.

3 – Scopo nella vita domestica e familiare

Famiglia mormoneI valori della Chiesa di Gesù Cristo non si allineano spesso con i ruoli di genere tradizionali, ma né gli uomini né le donne si limitano a tali ruoli. In realtà, ho trovato grande comprensione nello studio della dottrina della famiglia. La Chiesa di Gesù Cristo ha pubblicato una dichiarazione nel 1995 circa i ruoli importanti che i genitori hanno in famiglia. “La famiglia: un proclama al mondo” afferma che non solo è “il matrimonio tra un uomo e una donna… essenziale per il suo piano eterno”, ma anche che “le madri sono i principali responsabili per l’educazione dei figli”. Il documento afferma anche che “i padri e le madri sono tenuti ad aiutarsi l’un l’altro come soci con eguali diritti”; questa frase chiave indica che in molte famiglie i ruoli di mariti e mogli si sovrappongono per soddisfare le esigenze specifiche di quella famiglia.

Sapere che sono stata creata come donna, per essere più efficace e influente in casa, mi dà una maggiore comprensione del mio scopo individuale. Ho scoperto talenti che posso usare per costruire e rafforzare la mia casa e la famiglia e ho trovato un grande potere nei miei sforzi, fatti con mio marito, per costruire una casa fondata sulla dottrina di Gesù Cristo. Ho anche talenti che non si limitano alla mia casa, ma che possono essere utilizzati per servire coloro che sono fuori casa mia e per aiutare a sostenere la nostra famiglia. Con la direzione dello Spirito Santo, posso trovare un equilibrio tra l’adempiere alle mie responsabilità in casa e sviluppare e utilizzare i miei talenti al di fuori della casa, allo stesso modo. Quando faccio degli sforzi nel costruire la mia casa, il mio scopo là e altrove è più chiaro per me.

4 – Finalità e partecipazione nel mio matrimonio

Marito e moglie MormoneLa Chiesa di Gesù Cristo attribuisce un alto valore al matrimonio. Per i mormoni suggellati nel tempio, il matrimonio ha le potenzialità per continuare per l’eternità. Le promesse che ho fatto a Dio e a mio marito nel tempio, mi danno una prospettiva eterna e mi spronano ad avere un maggiore impegno. La dottrina mormone insegna che nessun uomo o donna può raggiungere il più alto grado di cielo senza un eterno matrimonio, entrambi abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Trovo lo scopo nella mia identità di donna mormone sapendo che nel mio matrimonio c’è bisogno di me, in un modo molto singolare e specifico.

Non ogni uomo o donna saranno in grado di trovare qualcuno da sposare in questa vita e va bene così. Il Signore finirà per dare a ciascuno dei suoi figli le opportunità di cui ha bisogno per fare quelle promesse sacre e di accettare il Suo vangelo. Nel mio matrimonio, in questo momento, so che come donna posso offrire qualcosa di molto specifico e singolare. Uomini e donne hanno ciascuno diversi punti di forza e ruoli diversi all’interno del vangelo di Gesù Cristo ed entrambi questi ruoli sono necessari per realizzare i benefici più ampi che il Vangelo possa offrire. Io e mio marito stiamo imparando a lavorare insieme per creare una casa tranquilla e felice. Alcune famiglie mormoni sono dirette da un solo genitore e questo è bene. A queste famiglie non sarà mai negata la stessa pace, lo stesso conforto e la stessa guida che le famiglie con due genitori possono raggiungere. Anche in questo caso, sarà dato ad ogni uomo e donna la possibilità di scegliere un matrimonio eterno, anche se questo non accade in questa vita.

5 – Finalità nel servire e ministero

Insegnante in visita MormoneEssere una donna mormone mi dà già molte opportunità di servire gli altri. Io servo in una chiamata nella mia chiesa, effettuo visite mensili a due o tre altre donne del rione faccio del volontariato, per aiutare in alcuni eventi della chiesa. La Chiesa di Gesù Cristo dà ai suoi membri ogni opportunità di servire gli altri. Questa moltitudine di opzioni di servizio e di aiutare gli altri, mi ha messo nella mentalità di servire. Trovo che a causa della mia partecipazione alla Società di Soccorso e nella mia casa, nella mia famiglia, io sono più consapevole di altri e più sensibile alle opportunità di amministrare e aiutare coloro che hanno bisogno di aiuto e di sostegno.

La mia femminilità mormone mi guida ad avere una connessione con gli altri e sono stata in grado di utilizzare tale connessione per raggiungere gli altri e, a mia volta, trovare supporto in quei momenti in cui ho più bisogno. Trovo lo scopo nelle relazioni cristiane che ho forgiato con uomini, donne e bambini intorno a me. Io rafforzo la mia identità di donna mormone nel mio rapporto con Gesù Cristo, che a sua volta mi dirige in tutti gli altri aspetti della mia vita. Gesù Cristo mi dà uno scopo e la convinzione interiore che posso avere il potere di adempiere a tale scopo come donna e come sua discepola.

Per ulteriori contenuti sulle donne mormoni, si prega di visitare mormonwoman.org e wellbehavedmormanwoman.blogspot.com.

 

Risorse aggiuntive:

Se volete saperne di più sui mormoni, cliccare qui.

Quattro ragioni perché la nuova riunione generale delle donne è fantastica

mormon-choir-churchLa Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, a volte erroneamente chiamata la Chiesa Mormone, nell’autunno del 2013 ha annunciato un nuovo incontro semi- annuale per tutti i membri di sesso femminile della Chiesa dagli otto anni in poi. Questa riunione rimpiazzerà le riunioni annuali delle donne adulte e delle giovani donne. Ci sono quattro ragioni per cui questo cambiamento è forte!

  1. Prepara le Giovani Donne per la missione

Fino all’anno scorso, le donne non potevano diventare missionarie a tempo pieno fino al compimento dei 21 anni, dopo tre anni nella Società di Soccorso (L’organizzazione delle donne della Chiesa, in cui entrano a far parte tutte le donne dai 18 anni in poi). L’anno scorso l’età per il servizio missionario è stato abbassato a diciannove anni. Con così meno tempo per prepararsi per una missione da adulti, le giovani donne ora possono beneficiare dei messaggi che ascolteranno e che le preparerà ai rigori del servizio missionario.

  1. Sono le uniche riunioni generali programmate regolarmente che invita le bambine dell’età della primaria

I Santi degli Ultimi Giorni danno un grande valore ai bambini. Ed i membri della Chiesa di tutte le età partecipano alle sessioni di Aprile ed Ottobre della Conferenza Generale. Ad ogni modo, questo nuovo incontro, è il primo che invita specificatamente i bambini sotto l’età di 12 anni. Le giovani donne, dagli 8 anni in poi, sono invitate a partecipare a questa nuova riunione. Questo darà alle madri l’opportunità di sviluppare delle tradizioni durevoli nel tempo con le loro figlie, mentre parteciperanno alle riunioni Generali per le donne.

  1. Sarà diretta dalla presidenza dell’ausiliaria

Una pepita importante all’interno della lettera contenente l’annuncio di questi nuovi incontri, è che questi incontri “saranno diretti dalla presidenza generale delle organizzazioni della Società di Soccorso, delle Giovani Donne e della primaria. L’opportunità per le giovani donne di poter vedere i dirigenti femminili della loro chiesa mentre dirigono le sessioni dal pulpito del centro delle conferenze sarà un’esperienza di grande valore e di grande ispirazione.

  1. La notte per i gentiluomini al Deseret Book

Viene già tenuta una regolare riunione semestrale per gli uomini ed i giovani uomini della Chiesa, e la Deseret Book, una libreria della Chiesa, ha deciso di avere due ore di “serata femminile” ogni sei mesi. Ora che le donne saranno anche loro li due volte all’anno, gli uomini non vedono l’ora di ricevere il loro 10% di sconto.

In tutta serietà, queste riunioni dovrebbero essere delle meravigliose opportunità per le madri e le figlie di creare bei ricordi mentre si avvicinano a Gesù Cristo.

Risorse aggiuntive:

Se volete saperne di più sui mormoni, cliccate qui.

Domanda: nel mondo SUG c’è posto per una donna divorziata?

Risposta da Marsha Steed Keller

Una volta ero giovane e piena di speranze, entusiasmo, promesse e sogni innocenti. Ho sposato il mio primo ragazzo delle superiori; lo ho aspettato nella sua missione e poi ci siamo fidanzati un mese dopo il suo ritorno a casa. In poco tempo ci siamo sposati al tempio, abbiamo avuto quattro bellissimi bambini ed ero la moglie del vescovo. Poi, la mia vita si capovolse.

Gesú Cristo e la donna Samaritana MormoneMi trovai ad essere una mamma single, quarantadue-enne, senza laurea; mi sentivo sconvolta, senza speranza, distrutta, e piena di paure. Scoprii anche che essere single nella chiesa è molto diverso dall’esserlo da sposati.

Potrei indorare la pillola, e dire che è tutta una questione di come guardi il fatto (le persone spesso mi dissero questo), oppure che è solo per un breve periodo, finché non guarisci (la stima era di un anno), o che alla fine tutto si sistemerà (cosa che succederà, ma che NON era assolutamente ciò che avevo bisogno di sentirmi dire, a quei tempi), ma non lo farò. Invece sarò molto onesta: essere single in una chiesa che ha delle ferme e solide fondamenta sulla famiglia e sul matrimonio è molto difficile, quando qualcuno è o diventa single.

A volte sembra che adeguarsi, integrarsi sia praticamente impossibile, che sia questa la verità, e che si sia assolutamente impotenti. Tuttavia… non è un brutto posto, dopotutto; non è spaventoso come sembra (grazie anche ad alcuni strumenti di sostegno), ma soprattutto non è un posto impossibile in cui stare.

I dirigenti sono VERAMENTE consapevoli degli adulti non sposati nella Chiesa, lo sono davvero. Loro pregano ogni giorno per i membri della Chiesa, si incontrano, e pianificano costantemente cosa possono fare per servire al meglio ogni membro dei seguaci di Cristo, ognuno con i propri problemi di vita.

Quello che farò io, è condividere cinque principi, che sono stati d’inestimabile valore per me, mentre cercavo di andare avanti come donna single.

Primo e prima di tutto, ricorda chi sei. Ricorda: tu sei ancora, e sei sempre una figlia dell’Altissimo Dio.  Una potenziale regina, una figlia di infinito lavoro. È fondamentale che te ne ricordi, nonostante a volte possa essere difficile. Ricordatelo.

Secondo, ricorda che essere divorziati è una diversa esperienza di vita; non è qualcosa che ti caratterizza, un qualcosa che tu sei, ma invece è semplicemente un nuovo fatto che è accaduto nella tua vita. È qualcosa che potrebbe cambiare (e probabilmente lo farà), o non potrebbe, ma NON è cio che sei. È semplicemente un posto dove ti trovi in questo momento, sia che riguardi il tuo progresso personale, o l’insegnare agli altri, o entrambe le cose.

Terzo, ricordati di divertirti. Davvero! Dedica del tempo a te stessa, anche se sono solo 20 minuti. Ricaricati nel modo che più ti piace: mangiare del cioccolato, andare a correre, restare in silenzio, passare del tempo con amici, qualsiasi cosa. Ma NON prosciugarti completamente, fino a diventare di nessun valore per nessuno, te stessa compresa.

Quarto, ricordati che se davvero VUOI il Regno Celeste, tu già hai un compagno eterno… Da qualche parte. Egli esiste, in questo momento. Da qualche parte egli ti sta pensando, amando, sperando in te, e si sta rendendo degno di te, allo stesso modo in cui tu stai pregando per lui, gli stai pensando, aspiri a stare con lui, consapevole che la vostra unione (nonostante sia stata interrotta al momento) è eterna. Non è qualcosa di futuro o lontano, egli esiste ora, semplicemente ancora non lo conosci (chiedete a Michael Bublè!)

Prieghera MormoneUltimo, e (onestamente) il più importante, non ti arrendere. Continua ad alzarti. Continua a leggere le scritture anche quando non vuoi farlo. Continua ad andare in Chiesa, anche quando non sei sicura che serva a qualcosa, e anche se ogni volta finisci per piangere. Continua a cantare gli inni, anche quando i ricordi sono così nitidi che non riesci più a cantare, e continua a pregare, anche quando non sei sicura se qualcuno ti stia ascoltando. E infatti Qualcuno c’è! Io lo so, le ho provate tutte queste cose, e ho imparato che LUI non ti abbandona mai. Quando siamo pronti, noi torniamo, e le Sue braccia sono sempre sempre SEMPRE aperte.

C’è davvero un posto? Certo che sì. Ciò non significa che deve essere lo stesso posto di prima. Una bicchiere infranto, anche se perfettamente riparato, continua a sapere cosa si prova ad essere gettati e infranti. Questo farà sempre parte della tua vita. Però tu puoi scegliere di essere più forte e più bella, oltre tutto ciò, tramite l’Espiazione. Ed inoltre puoi avere anche compassione verso gli altri, tramite questo cammino.

Tu sei divina. Essere diversi non è una cosa brutta. Hai diritto a ridere e a divertirti, e anche tu sei amata profondamente ed eternamente, anche in questo momento. Poi andare avanti. La perseveranza non è un lavoretto, ma è come un diamante, resistente, brillante, più forte di praticamente qualsiasi altra cosa; ed esso riflette sempre la luce che riceve in un arcobaleno di colori.

C’è posto anche per le donne divorziate, proprio li in seconda fila, vicino allo straniero ferito il quale neanche lui ha una fede indosso, ma che ha un cuore, che è una casa per ogni tenera anima.

P.S.: Ora sono ancora una “donna mormone sposata”, ho trovato il mio improbabile compagno con un cappello da cowboy!

Risorse aggiuntive:

Se volete saperne di più sui mormoni, cliccate qui.

Le dirigenti mormoni parlano delle donne

Le tre donne più importanti, nella dirigenza mormone, si sono riunite di recente per parlare apertamente del loro ruolo di dirigenti, nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, i cui membri sono a volte chiamati mormoni. Esse hanno parlato di ciò che significa essere una donna mormone, in particolare una con grande responsabilità di leadership, e su come la Chiesa consideri i dirigenti femminili.

Le donne mormoni servono a tutti i livelli nella Chiesa di Gesù Cristo

Le donne dirigono la Società di Soccorso, che è l’ organizzazione ufficiale per le donne mormoni, il programma delle Giovani Donne per le ragazze adolescenti e la primaria, che è per i bambini. Le loro posizioni, come tutte le posizioni della Chiesa, non vengono retribuite ma, a differenza di molte altre, sono a tempo pieno, per un certo numero di anni. Queste non sono chiamate destinate a durare per tutta la vita. Ogni donna ha due consigliere e una segretaria, per aiutarla. La presidentessa dell’organizzazione delle Giovani Donne, sorella Dalton, è stato rilasciata dopo che c’è stata questa intervista.

Definizione di femminilità MormoneDue di queste donne dirigenti, servono anche nella formazione delle schede del sistema della Chiesa mormone, che sovrintende alle tre università di proprietà, alla scuola commerciale e ad un programma di educazione religiosa non domenicale, per adolescenti e studenti universitari. Queste donne sono le presidentesse della Società di Soccorso e delle Giovani Donne e lo fanno perché coloro che guidano sono influenzate da tali decisioni. In queste occasioni, sono riunite con la Prima Presidenza (il profeta e i suoi due consiglieri) e con i presidi delle università, e sono in grado di parlare delle esigenze specifiche delle donne, così come delle esigenze di tutti gli studenti.

La dirigenza mormone si avvale dei Consigli

I consigli sono al centro della dirigenza mormone. Ad ogni livello di dirigenza della chiesa, i leader si incontrano in questi consigli, per pianificare le esigenze delle organizzazioni che conducono. Le tre donne mormoni intervistate hanno parlato delle loro esperienze in questi consigli, dove hanno potuto esprimere, a voce alta, le loro preoccupazioni e hanno potuto valutare le situazioni da prospettive uniche. Quando i mormoni stavano considerando di abbassare l’età del servizio missionario, i leader della chiesa hanno chiesto i pareri alle donne, perché l’abbassamento dell’età anche delle donne, com’è poi stato, in effetti, avrebbe avuto un maggiore impatto su di loro, di quanto non facesse sugli uomini.

Le donne hanno dato le loro opinioni e sono state prese sul serio e ci sono stati momenti in cui la decisione è stata messa da parte, dopo che le donne avevano parlato di problemi che gli uomini non avevano ancora considerato. Hanno detto che gli uomini erano ben consapevoli dei problemi affrontati e che essi vengono continuamente educati dalle donne con cui lavorano.

Le donne e il sacerdozio mormone

Le donne hanno affrontato anche questioni riguardanti il sacerdozio. Solo gli uomini mormoni detengono il sacerdozio, come è avvenuto nella Bibbia e nel proprio ministero di Gesù. Egli scelse solo uomini come suoi apostoli, perché gli apostoli devono detenere il sacerdozio. Allo stesso tempo, ha mostrato molto più rispetto per le donne di molti altri, in quel tempo, incoraggiandoli ad essere studiosi religiosi e leader.

Le donne hanno spiegato che molte persone fraintendono il sacerdozio, perché pensano che si tratti solo di qualcosa che riguardi gli uomini, ma, invece, è solo un modo per accedere alla potenza di Dio. “Beh, sai, quello è il potere del sacerdozio. C’è una distinzione tra l’autorità del sacerdozio e il potere del sacerdozio. E penso che, a volte, la gente non capisca. L’autorità può essere conferita ad un uomo, ma il potere può essere esercitato solo in purezza” ha spiegato sorella Dalton.

Sorella Burton ha osservato che le donne ricevono il potere del sacerdozio, come fanno gli stessi uomini, ovvero attraverso la loro fede e la loro dignità. Gli uomini possono svolgere le funzioni del sacerdozio, ma solo per benedire gli altri. Non possono utilizzarlo su se stessi. Se un uomo si ammala, per esempio, deve chiedere ad altri due uomini di amministrare la benedizione di guarigione su di lui. Egli non può darsela da solo.

Sorella Wixom raccontato di un incontro che ha avuto con un apostolo mormone, due settimane dopo essere stata chiamata a guidare i bambini mormoni. Le è stata fatta una domanda importante e l’apostolo le disse di pensarci, perché solo lei poteva ottenere la risposta alla domanda, lui non avrebbe ricevuto tali informazioni da parte di Dio, perché egli non aveva l’autorità sulla sua posizione. E lei lo ha fatto.

Sorella Burton ha detto: “L’uguaglianza è un termine interessante. Non sempre significa uguaglianza, ma semplicemente di pari valore, non importa dove siamo, nella Chiesa o in casa, siamo sicuramente di pari valore. In casa siamo leader spirituali uguali. E, quindi, penso che sia una cosa importante, quella che, a volte, viene fraintesa”.

Ha sottolineato che per lavorare nella chiesa, bisogna avere una serie di attributi e punti di forza. Se facciamo tutti lo stesso lavoro, ci sarebbero molte cose che non verrebbero fatte. Ciò che conta non è chi tiene l’ombrello, ma che tutti noi abbiamo accesso ad esso.

 

Risorse aggiuntive:

Se vuoi saperne di più sui mormoni, clicca qui.

Le giovani donne cambiano il volto del lavoro missionario mormone

Le giovani donne cambiano il volto del lavoro missionario mormone

Quando ho bussato alle porte straniere della Scozia, per condividere il messaggio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (spesso involontariamente chiamata “Chiesa mormone”), la maggior parte delle persone è rimasta molto scioccata nello scoprire che “le ragazze mormoni servono una missione”. Molti scozzesi sapevano dei giovani uomini con camicia bianca e cravatte, ma non sapevano delle sorelle missionarie (come si chiamano i missionari mormoni femminili) e non si aspettavano che avrebbero bussato alle loro porte. Phillip Leal mi ha detto che non ha mai aperto la porta agli Anziani (missionari maschi), ma le nostre facce felici lo hanno incuriosito e ha ascoltato il nostro messaggio e, successivamente, si è preparato per il battesimo.

Un’ondata di sorelle missionarie mormoni nel servizio

Fino a poco tempo fa, le giovani donne servivano come missionari mormoni dopo aver compiuto i 21 anni. Tuttavia, nel mese di ottobre 2012, il presidente della Chiesa, Thomas S. Monson, ha abbassato l’età minima richiesta, per svolgere la missione, a 19 anni, per le giovani donne. Felicissima per l’annuncio, mi sono aggrappata ad ogni parola del nostro profeta vivente.

“Quando abbiamo devotamente meditato sull’età in cui i giovani possono iniziare il loro servizio missionario, abbiamo anche preso in considerazione l’età in cui una giovane donna può servire. Oggi ho il piacere di annunciare che, le giovani donne meritevoli, che hanno il desiderio di servire, possono essere raccomandate per il servizio missionario, fin dall’età di 19 anni, invece che 21.

Marianne MormoneNoi affermiamo che il lavoro missionario è un dovere del sacerdozio, e incoraggiamo tutti i giovani che sono degni e che sono fisicamente in grado e capaci mentalmente di farlo, a rispondere alla chiamata a servire. Anche molte giovani donne servono, ma non sono sotto lo stesso mandato di servire, come lo sono i giovani. Assicuriamo le giovani sorelle della Chiesa, tuttavia, che esse danno un contributo prezioso come missionarie, e accogliamo con favore il loro servizio”.

Ero in estasi perché conoscevo così tante meravigliosi giovani donne, degne di una forte testimonianza del Salvatore Gesù Cristo e con un fervente desiderio di condividere il Suo messaggio con il mondo. Molti dei miei incarichi, nella Chiesa, nel corso degli anni, ruotavano intorno alla gioventù, in particolare alle giovani donne. Sono cresciuta seguendo l’ammonimento di Paolo a Timoteo: “Nessuno disprezzi la tua giovinezza; ma sii d’esempio ai credenti, nel parlare, nella conversazione, nella carità, nello spirito, nella fede, nella castità” (1 Timoteo 4:12). Sapevo che sarebbe stato lieto di accettare l’invito del presidente Monson, a svolgere una missione.

Tre delle mie cugine di 19 anni, hanno risposto immediatamente alla chiamata e hanno presentato richiesta di diventare missionarie. Sono state assegnati all’Inghilterra, al Nicaragua e alla Polonia. Migliaia di giovani donne, in tutta la Chiesa, hanno reagito e sono state inviate come missionarie in tutto il mondo.

L’aumento del desiderio delle giovani donne di servire il Signore attraverso il lavoro missionario, mi ha ricordato di una profezia del biblico profeta Gioele: ” E avverrà in seguito, che io spanderò il mio spirito sopra ogni carne, e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno… e anche sui servi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito” (Gioele 2:28-29).

Sorelle mormoni missionarie al lavoro

Ogni missionario lavora in tandem con un altro missionario, conosciuto in termini mormoni come “compagno”. Il compagno può essere un amico e un confidente. Le due sorelle missionarie mormoni, studiano le scritture e vivono e lavorano insieme 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. I compagni cambiano durante il servizio di un missionario. I missionari che si concentrano sul servizio del Salvatore e, quindi, non lottano con la personalità di un compagno. Imparano a complimentarsi con i punti di forza e a rafforzare i punti di debolezza, diventando così un duo incredibile. Kimberly Jensen, la mia prima compagna, era senza paura! Mentre io mi sentivo reticente ad affrontare un estraneo, lei non vedeva un estraneo, ma vedeva, invece, un altro figlio di Dio, e si sentiva in dovere di offrire il Suo messaggio a tutti. Il suo coraggio ha rafforzato il mio e, in pochi mesi, durante il mio servizio missionario, ho avvicinato senza paura ogni anima che incontravo nelle strade della Scozia. Odiava la memorizzazione, che invece era uno dei miei punti di forza, e, quindi, io la aiutavo a memorizzare le Scritture pertinenti ai nostri corsi.

Dopo aver studiato le Scritture individualmente e come compagni, i missionari lasciano l’appartamento, ogni giorno, per condividere il Vangelo, sia tramite gli appuntamenti già programmati o avvicinando nuovi individui.

Il messaggio missionario mormone

Il messaggio dei missionari mormoni è centrato sul Salvatore Gesù Cristo, su chi Egli sia e che cosa è venuto a fare. I missionari insegnano come si è resa necessaria una restaurazione della Chiesa di Gesù Cristo, dopo che gli Apostoli dell’era del Nuovo Testamento sono stati uccisi, lasciando a nessuno la divina autorità di agire in nome di Dio. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è la Sua vera chiesa sulla terra, oggi. I messaggi del piano di speranza parlano di Dio e della salvezza per i suoi figli, ci dicono da dove veniamo, perché siamo qui, dove andiamo dopo la morte. Poiché Dio è un Padre celeste amorevole, Egli fornisce lo Spirito Santo, dei profeti viventi, le scritture (come la Sacra Bibbia e il Libro di Mormon), i comandamenti e le alleanze che ci aiutano lungo i sentieri della vita. A causa della Sua grazia e della Sua misericordia, sviluppiamo la fede in Cristo, speriamo nella Sua espiazione e nella Sua carità per l’umanità.

Le sorelle missionarie desiderano salvare le persone

Una delle mie eroine scritturali preferiti è Esther. Al costo potenziale della sua vita, ella decide di salvare la sua gente. E lo fa.

Spiega i rischi del compito a lei richiesto, a suo zio Mardocheo ed egli concorda che i rischi sono grandi. Le dice che ella non deve assumersi dei rischi, che Dio potrebbe suscitare un altro liberatore. Ma le dice anche: “Chi sa se non sei pervenuta ad esser regina appunto per un tempo come questo?” ed Ester risponde: “Allora andrò…” (Ester 4:14-16).

Le sorelle missionarie hanno il desiderio di salvare le persone e costruire il Regno di Dio. Sacrificano il loro interesse personale per 18 mesi della loro vita, rischiando la tempesta, il calore, la nostalgia di casa, l’istruzione, l’opportunità di carriera e tutto per trovare e insegnare alle anime che bramano di conoscere Gesù Cristo. E, spesso, una di quelle anime è la loro.

Se volete saperne di più sulle credenze mormoni, chiedete ai missionari.

 

Risorse aggiuntive:

Per saperne di più sui mormoni, cliccate qui.

Discutere del sacerdozio con le giovani donne

La donna al pozzo MormoneHo detto, prima, che io sono una consigliera delle Giovani donne (insegnante / aiutante nelle lezioni della classe). Ho aspettato in trepidante attesa il mese di Giugno, perché abbiamo avuto l’opportunità di esplorare la dottrina del sacerdozio con le nostre giovani donne. Questa dottrina per me è emozionante, credo che la verità sul sacerdozio sia espansiva e inclusiva, abbia più livelli di significato e sia sempre applicabile in ogni aspetto della vita mormone e oltre. Penso che una vita non sia sufficiente a riflettere su ciò che significa il sacerdozio, ma mi piace riflettere comunque su di esso.

C’erano così tanti possibili modi di affrontare questa lezione, e questi pensieri riguardano di più ciò che ho imparato, non necessariamente quello che avrei voluto “raccontare” alle giovani donne. Ma quello che mi auguro per le giovani donne è che tutte possano pensare e andare oltre la domanda ovvia e comprensibile (ma credo anche potenzialmente riduttiva) del “Perché solo i ragazzi / uomini detengono il sacerdozio?”. Spero che tutte esse pensino alle benedizioni e al potere e alle opportunità e alle responsabilità che arrivano nella loro vita, perché il sacerdozio di Dio è stato restaurato. (Poiché il nostro sito è progettato anche per affrontare questioni diverse, con coloro che non sono della nostra fede, spero che alcuni di questi pensieri possano essere utili anche per quei lettori. Il sacerdozio, nella nostra dottrina, è davvero molto di più di un “chi-fa-cosa” all’interno dell’organizzazione. Molto di più.)

Personalmente credo che tanto della restaurazione delle chiavi del sacerdozio e della sua autorità, è di ricevere ciò che Dio ha da darci e, poi, aiutare anche gli altri nel ricevere le stesse cose. Il lavoro della restaurazione è, come ho detto prima, “espansivo”. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sostiene di avere l’autorità all’interno del funzionamento della nostra Chiesa, per riempire la terra con una conoscenza di Cristo e per consentire a tutti i figli di Dio, vivi e morti, di avere la possibilità di ricevere le ordinanze di salvezza . Le giovani donne non sono a sé stanti, in questo lavoro. Mi piace pensare a come le diverse chiavi restaurate riguardino il lavoro che le giovani donne possono fare, adesso.

Penso anche alla donna che era presso il pozzo. Ciò che Gesù voleva era che la donna sapesse e capisse che quello che aveva da darle era al di là di ogni soluzione che potesse trovare su questa terra. Una volta che ella venne a sapere chi era Cristo, quanto la amava e conosceva e quanto voleva darle, fu costretta a testimoniarlo ad altri, in modo che anche essi potessero venire a Lui e bere della sua acqua viva.

Anche se il lavoro della Chiesa è così espansivo, a livello personale, per me, le chiavi del sacerdozio sono ciò che, in senso figurato, può aprire il bene ad ognuno di noi, per arrivare a conoscere Gesù Cristo e partecipare alla Sua bontà e alla Sua acqua viva. Riempito con il suo amore, siamo quindi pieni di desiderio di aiutare gli altri a venire a Lui e sentire il Suo amore e partecipare alle ordinanze e all’opera di salvezza che ci avvicinano a Dio e tra di loro, e rendono l’espiazione pienamente efficace nella nostra vita.

Permettetemi di dire qui, che noi, come mormoni, non crediamo o pretendiamo di essere gli unici sulla terra che stanno facendo un lavoro per Dio. Sono commossa e ispirata da tanti di coloro che appartengono a diverse fedi (o a nessuna fede del tutto) e che fanno cose incredibili, per servire gli altri, per alleviare le loro sofferenze, per difendere la famiglia, per costruire la fede in Dio e altro ancora. La mia fede è stata rafforzata da tanti che non sono della mia fede! Eppure, capire le chiavi del sacerdozio e l’autorità e il perché e come è importante, può spiegare ciò che crediamo sia la nostra unica missione.

Quindi, tornando alle mie giovani donne, ho pensato a quello che una giovane donna può fare, ora, per bere dell’acqua viva di Cristo e condividerla con gli altri. Più specificamente, quali benedizioni, quali opportunità e quali responsabilità sono sue, come parte del vangelo restaurato di Gesù Cristo, reso possibile attraverso le chiavi del sacerdozio? Questi sono i tipi di domande che ho intenzione di chiedere alle giovani donne. I seguenti sono solo alcuni dei miei pensieri, su questo. In un altro post, ho condiviso più cose che ho letto e che mi hanno aiutato a riflettere, su queste domande.

- Ella può ricevere le ordinanze del battesimo e della confermazione (ricevere il dono dello Spirito Santo), esattamente come il Salvatore ha insegnato che è necessario fare, per la salvezza (Giovanni 3:5). [Una vita intera potrebbe essere spesa a studiare il significato di queste ordinanze e il perché sono importanti, ma la linea di fondo è che esse puntano le nostre anime e le nostre menti verso Cristo e il Suo sacrificio espiatorio, e verso la scelta di impegnarsi e di presentare la nostra vita al Signore. Egli ci promette di mantenerci puliti, attraverso l'espiazione, e che verremo ricevuti un giorno nel suo regno].

- Ella può ricevere il sacramento ogni settimana, che mantiene le benedizioni e le promesse del battesimo e della confermazione vive e presenti nella sua mente e nel cuore. La continua promessa di avere lo Spirito Santo con sé, è un dono inestimabile.

- Ella può andare al tempio per servire e ricevere le ordinanze del battesimo e la confermazione, a nome di coloro che sono morti e non sono stati in grado di riceverle. Joseph Smith ha insegnato molto circa l’importanza del battesimo per i morti in Dottrina e Alleanze 128. (Di recente sono andata con i miei figli al tempio per la prima volta e quella Scrittura è viva dentro di me ancora di più. Questo lavoro che i giovani fanno nei templi è molto importante. Dio opera attraverso le generazioni. E quest’opera vincola le generazioni tra loro e con Dio.)

- Ella può fare il lavoro genealogico per saperne di più sulla sua famiglia e anche per fare il lavoro di ordinanza del tempio, per rendere possibile che la propria carne e il proprio sangue, intesi come antenati, possano continuare nella strada del Vangelo. Questo servizio incentrato sul tempio aiuta sia a ricordare e meditare sul proprio battesimo e sulla propria confermazione, ma è anche in grado di benedire la sua vita, con la potenza di Dio, e rafforza i legami familiari e il senso di appartenenza e di comprensione di sè stessa.

- Ella può servire e fare il lavoro di indicizzazione e rendere più facile, per gli altri, fare la loro storia di famiglia e/o il lavoro di tempio.

- Si possono studiare le Scritture ogni giorno ed essere a conoscenza e fedele agli insegnamenti dei profeti moderni, toccando così la potenza dei canali autorizzati (profeti) che Dio ha usato in tutte le dispensazioni del Vangelo, per rivelare la verità del Vangelo, in particolare la verità circa l’espiazione di Gesù Cristo. Questo è un modo per connettersi con Dio, per bere dell’acqua viva ogni giorno.

- Ella può servire come missionaria, sia formale quando avrà circa 19 anni, ma anche informalmente. Lo Spirito Santo può aiutarla a sapere cosa dire e come raggiungere e insegnare agli altri in modo semplice. A volte si tratta solo di permettere alla gente di fare domande.

- Ella può ricevere la sua benedizione patriarcale, che può aiutarla a capire ancor di più il suo valore eterno e può aiutarla a conoscere il guadagno nel suo specifico, la sua missione personale e le benedizioni che ella potrà avere sulla terra e oltre.

- Ella può servire nelle chiamate, quando viene chiamata. Nella nostra chiesa, i giovani cominciano a servire formalmente nella loro adolescenza, lavorando direttamente con i leader degli adulti, compresi quelli che hanno le chiavi del sacerdozio. Essi diventano formalmente parte del corpo di Cristo, di cui si parla in 1 Corinzi 12.

Considerate questa citazione:

“Quando un vescovo pone le mani sul capo di un presidente di una classe [anche di ragazze], è con il pieno potere del sacerdozio che le dà l’autorità delegata a condurre la sua classe. La sua chiamata a servire non è meno potente o reale di quella del presidente della Scuola Domenica, della presidentessa della Società di Soccorso, o di qualsiasi altra posizione nel rione. (Vedi “Giovani donne e le benedizioni del sacerdozio” per ulteriori riflessioni su questo argomento).

- Ella può essere una forza per il bene, nella sua casa, attraverso il potere delle alleanze e partecipando ai consigli di famiglia.

Mi viene in mente l’insegnamento di sorella Beck, che le donne (e credo che questo possa estendersi anche alle giovani donne) hanno la responsabilità e l’opportunità di:

“Aiutare la vostra casa, affinchè sia una casa che è benedetta ogni ora dal potere del sacerdozio. Non solo quando il papà è lì. Non solo quando la mamma è lì. E non solo quando viene eseguita un’ordinanza del sacerdozio o una benedizione. Avviene in ogni ora, quando le alleanze vengono rispettate”.

- Ella può studiare, meditare e approfondire la dottrina del matrimonio e della famiglia. [Il lavoro del sacerdozio è tutto qui: aiutare le persone e le famiglie a venire a Cristo. La vita eterna nella nostra dottrina non è solo la vita con Dio, ma la vita all'interno delle famiglie, con Dio. Questa è una delle ragioni principali per cui i templi sono così importanti per i mormoni. La dottrina delle famiglie eterne è una dottrina fondamentale, parte dell'acqua viva che è stato rivelata attraverso la restaurazione del vangelo di Gesù Cristo.]

- Ella può essere una forza per il bene della sua comunità attraverso il servizio e con l’esempio, lasciando che la luce del Vangelo risplenda attraverso il modo in cui vive le sue norme e il modo in cui ella ama e si protende per aiutare gli altri.

- Ella può prepararsi a ricevere le ordinanze del tempio per se stessa, quando diventa unìadulta. [Altre strati della dottrina del sacerdozio sono compresi nelle ordinanze del tempio... la dottrina da ammirare nel corso della vita.] Ella può pregare per continuare a tenere il cuore aperto a ciò che lo Spirito può e vuole insegnarle, circa il sacerdozio e il suo ruolo di donna nel piano di Dio, che continua fedelmente a cercare delle intuizioni.

- Ella può prepararsi a servire nel suo futuro – oltre alla preparazione per i ruoli eterni come moglie e madre, se l’occasione arriva (e confidando nelle promesse di Dio, se queste opportunità non si ha in questa vita); si può preparare temporalmente in modo da avere le competenze che possono permetterle di avere influenza in altri modi in cui può sentirsi guidata, nella sua vita, e in ultima analisi, può prepararsi ad essere presente (sia nella carne, che dopo la morte), quando il Salvatore verrà di nuovo.

Questi sono solo alcuni dei miei pensieri, ma quella Domenica, non vedevo l’ora di sentire le intuizioni delle giovani donne, su come si sentono sul sacerdozio e su come esso ha benedetto la loro vita. Credo che io ami il tema di quest’anno per i giovani, perché la nozione di stare in luoghi santi riassume così bene come i giovani uomini e le giovani donne, possano sfruttare la potenza e le benedizioni che sono a loro disposizione attraverso le ordinanze del sacerdozio e le alleanze. Non solo coloro che detengono il sacerdozio traggono beneficio dal sacerdozio; le chiavi del sacerdozio restaurate in questa dispensazione beneficiano tutti noi e sono progettate a beneficio di tutti i figli di Dio, in tutte le nazioni della terra, e per tutte le generazioni dall’inizio del tempo. Come è stato descritto nel seguente paragrafo per le giovani donne:

“Il sacerdozio è la linfa vitale che scorre in ogni parte del corpo [di Cristo - vedi 1 Cor. 12]. Il potere e le benedizioni del sacerdozio nutrono ogni membro e sono la fonte della forza, così come il sangue è per il corpo. Circola in esso, e la potenza di Dio ‘opera tutto in tutti’”.

E questo ci aiuta a preparare il mondo per la seconda venuta del Salvatore:

“Le chiavi del regno di Dio sono affidate all’uomo sulla terra, e di qui il vangelo avanzerà fino alle estremità della terra, come la pietra che è staccata dalla montagna senza opera di mano, rotolerà finché avrà riempito tutta la terra.

Sì, una voce griderà: ‘Preparate la via del Signore, preparate la cena dell’Agnello, rendetevi pronti per lo Sposo’”.

 

Risorse aggiuntive:

Se vuoi saperne di più sui mormoni, clicca qui.

Gesù, pani e pesci: un devozionale per le giovani madri

 

Siamo entusiasti di avervi qui: unitevi a noi, per “Io credo: espressioni di fede”, una serie di podcast progettati per tutti coloro che sono interessati a saperne di più sulla vita, sulla fede, sulla verità, sullo scopo! Karen, il vostro ospite, porta in primo piano il pensiero e le intuizioni provocatorie che portano pace all’anima. Vi invitiamo a immergervi nei nostri calchi, impegnandovi sulla nostra pagina Facebook, seguendoci su Twitter, Google o chiamandoci al numero 185-KNOWGOD-1, per sottoporci le vostre domande sincere.

Spero che, se siete delle madri di bambini piccoli, sentirete la consapevolezza che ha Dio di voi oggi e l’apprezzamento delle vostre cure e degli sforzi che fate a favore della vostra famiglia. Mi piacerebbe condividere un’esperienza con voi, avuta due decenni fa, che può aiutarvi a sentire i Suoi occhi su di voi e il Suo amore personale per ognuno.

Come la maggior parte delle madri, mi sono trovata a fare corse e acrobazie, cercando di stare dietro ai miei figli e rispondere creativamente alle loro esigenze, Kira Janae di due anni e Talia Noel di due mesi. Vederli crescere mi ha portato tanta gioia e mi è piaciuto essere una mamma e imparare ad esserlo. Anche se scommetto che avrete già sentito questa citazione, la voglio condividere con voi. Dice più o meno così: “Per quanto amiamo i nostri piccoli, a volte siamo felici che essi vadano a dormire.”

Ricordo un giorno particolare in cui ero sola e stanca, la notte precedente era stata interrotta, per non ricordo quale motivo o malattia, che mi ha tenuta sveglia, e non ricordo con quale media mi sono dovuta alzare, e la giornata continuava ad andare avanti con molte cose da fare.

Sembrava che l’ago sulla ruota dei bisogni, si trasferisse rapidamente dal trovare le calze, all’avere più tempo per dare più amore e affetto, all’avere il tempo per giocare e quello per raccontare una storia, all’avere anche il tempo di pregare, il tempo di insegnare, fare il bagno, mangiare e consolare le mie figlie e cambiarle e poi ricominciare di nuovo tutto dall’inizio, senza alcuna pausa pubblicitaria. Avevo solo bisogno di qualche momento per riposare, per riprendere fiato e per rinnovare la mia energia.

In quel momento, mi sentivo consumata dalla cura dei miei figli e sono crollata sul divano per due minuti di pausa, tutti per la mamma. Ho preso la mia piccola serie bordeaux di Scritture, le ho aperte, mi sono sdraiata su un fianco e il mio sguardo è caduto su una storia del Nuovo Testamento, nel Vangelo di Matteo: il racconto del nutrimento dato a cinquemila persone, da Cristo.

Come le Scritture spiegano, sentivo la consapevolezza che il Salvatore ha di me e del Suo amore e della Sua compassione per gli altri e, quel giorno, fu rinnovato in modo intimo… e sentii che il Salvatore vuole che io offra lo stesso sollievo ad alcune altre giovani madri di oggi.

La Sacra Bibbia: il racconto, nel Nuovo Testamento, del nutrimento delle moltitudini, con Pani e Pesci, da parte di Gesù

Gesù sfama i 5000Quindi, ecco quello che ho letto e quello che ho percepito attraverso una storia molto conosciuta, da tutti. E per chi ancora non conosce Gesù come il Signore o come il Cristo, ma ha trovato la strada per questo podcast, può inviarci una nota sul sito o chiamarci e gli invieremo una Bibbia, per condividere con voi qualcosa in più su di Lui e sul vostro Padre in cielo, perchè vi amano e vi conoscono perfettamente.

Quindi, come Matteo afferma in questa parte della Scrittura, durante il ministero disinteressato del Salvatore, il Signore aveva appena appreso della brutale morte del suo servo e cugino, Giovanni Battista. Gesù era andato via, poco dopo, con la barca, verso “un luogo deserto, in disparte” (Matteo 14:13). Egli preferiva stare un po’ da solo e aveva deciso di andare verso un luogo di privacy, per avere il suo spazio, per poter pregare e avere pace, almeno questo è quello che possiamo immaginare.

Eppure, ciò che mi ha colpito è stato che, invece della solitudine, Gesù incontrò un gran bisogno della Sua guarigione e della Sua cura.

Qual è stata la reazione di Gesù? Sto rivedendo l’episodio come una pellicola cinematografica, nella mia mente.

Mosso a compassione verso di loro, Gesù rispose immediatamente alle loro esigenze. Rinviò ad un altro momento il rinnovamento che avrebbe desiderato per se stesso. Egli non compì queste azioni in un giorno qualsiasi, ma proprio in seguito alla perdita di una persona cara, quindi in un momento che deve essere stato di dolore e di tristezza.

Gesù continuò a compiere il Suo ministero, anche se stanco e anche se in lutto. Egli guarì i loro malati e fece in modo che tutti i presenti fossero nutriti.

Provai a sovrapporre questa storia, al mio giorno. Quello che ho sentito fu questo: Gesù conosceva il suono intorno a lui di persone in stato di bisogno, che gridavano incessantemente verso di Lui. Le Scritture, infatti, dicono che il popolo, la moltitudine, lo seguì “fuori dalla città” (Matteo 14:13; vedi Marco 1:32-37) per tutto il giorno e anche per tutta la notte.

Ho pensato: “Lui sa cosa vuol dire avere questo suono intorno, suono dei figli degli uomini o dei bambini, che ti tirano fuori delle camere da letto e dal salotto, per tutto il giorno e anche per tutta la notte”. Ha sperimentato cosa significa sentirsi fisicamente stanchi, durante il Suo ministero terreno. Egli era stanco. Sapeva cosa volesse dire amministrare amorevolmente i propri simili, quando si è stanchi. Egli li guarì e li guidò e nutrì chi lo circondava.

Ho riflettuto su come Gesù, ignorando la stanchezza e l’ora tarda, amorevolmente si è diretto a dare un pasto ai suoi seguaci, mettendo il loro bisogno di ristoro prima del suo. Sembrava dire: “Lo so, comprendo quando tu e le altre madri, esauste per la cura dei bambini malati e per mantenere una casa ordinata, dovete correre in cucina e preparare la cena per la cura di tutti, e non potete riposarvi fino a quando le loro esigenze non siano soddisfatte, in una determinata giornata”.

Egli ha capito che cosa significa per me e per tutte le madri, che si consumano nella cura dei loro bambini per guarire le loro malattie, per guidarli e insegnare loro e leggere le storie e nutrire quei piccoli volti… la moltitudine aveva bisogno di lui e lui ha continuato a dare, quando avrebbe potuto anche prendersi del tempo per le sue proprie necessità. Egli ha ritardato la sua pausa ed è come se avesse voluto dire a me, come alle altre madri, di essere a conoscenza di quando facciamo un’offerta amorosa per permettere ai nostri figli di star bene e, con gli occhi pieni di lacrime, ritardiamo le nostre pause di riposo.

Mi sono sentita improvvisamente riempita con un sentimento di consapevolezza del Salvatore e con la Sua gentile approvazione dei miei desideri semplici di servire i miei figli e le mie espressioni di amore per loro. Egli li ha visti. Egli li conosce.

E allora mi è venuto in mente che Gesù è stato probabilmente l’ultimo a lasciare quel luogo deserto. Ho pensato a me, in termini abbastanza colloquiali, :) Egli sa anche come ci si sente ad essere l’ultimo ad uscire dalla cucina. Infatti, lo Spirito mi ha aiutato a sapere che il Salvatore ha capito com’è per noi, a volte, essere le ultime a chiudere l’armadio, mettere l’ultimo pezzo a posto e spegnere le luci in cucina.

Con il senno di poi, mi sono chiesta che cosa stavo cercando, quel giorno tormentato, a casa, quando sono crollata sul divano con le mie scritture. Non avevo bisogno di aiuto fisico tanto quanto avevo bisogno di sapere che il Salvatore era con me ed era consapevole della mia semplice, anche se irregolare, espressione di amore e di preoccupazione per i miei figli e per la loro crescita temporale, spirituale ed emotiva. Studiando attentamente il racconto di Matteo, non solo godevo dell’empatia del Salvatore e dell’amore per la moltitudine, e quindi per me, ma anche dell’aumento del mio amore per Lui e dell’empatia per i Suoi sacrifici nel servire gli altri.

Il mio intermezzo era finalmente arrivato, come era successo per Cristo, quando egli “salì sul monte in disparte per pregare: e fattosi sera, era là tutto solo” (Matteo 14:23). Io, allo stesso modo, ero stata rinnovata, sia nel mio lavoro come madre che nel mio desiderio di diventare più simile al Salvatore e “quando venne la sera, ero lì da sola in preghiera, per ringraziare e adorare, ai Suoi piedi.”

Dio vi benedica, madri di bambini piccoli, con il sapere che il Salvatore vi vede, vi conosce e sa esattamente come vi amministrate per coloro che amate. E per favore non leggete queste parole, pensando che significano che ogni giorno è lungo… Ci sono molti modi per fare delle pause, per modellare la vostra vita in modo che non vi esasperiate e perchè possiate agire sugli altri, piuttosto che lasciare che altri agiscano su di voi. Questo è il mio incoraggiamento per voi, nel dirvi che il Salvatore è con voi e vi confermerà e vi rinnoverà, mentre vi rivolgete a Lui, durante la giornata, qualunque sia l’ora. Egli ha già segnato il vostro percorso. E’ stato lì prima di voi, in un modo o nell’altro.

Nutrire i cinquemila: il miracolo dei pani e dei pesci di Gesù, studio biblico

“Udito ciò (della decapitazione di Giovanni Battista), Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; e le turbe, saputolo, lo seguitarono a piedi dalle città.

E Gesù, smontato dalla barca, vide una gran moltitudine; n’ebbe compassione, e ne guarì gl’infermi. Or, facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono e gli dissero: Il luogo è deserto e l’ora è già passata; licenzia dunque le folle, affinché vadano pei villaggi a comprarsi da mangiare.

Ma Gesù disse loro: Non hanno bisogno d’andarsene; date lor voi da mangiare!

Ed essi gli risposero: Non abbiam qui altro che cinque pani e due pesci.

Ed egli disse: Portatemeli qua.

Ed avendo ordinato alle turbe di accomodarsi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, rese grazie; poi, spezzati i pani, li diede ai discepoli e i discepoli alle turbe.

E tutti mangiarono e furon sazî; e si portaron via, dei pezzi avanzati, dodici ceste piene.

E quelli che avevano mangiato eran circa cinquemila uomini, oltre le donne e i fanciulli.

Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull’altra riva, mentr’egli licenzierebbe le turbe.

E licenziatele, si ritirò in disparte sul monte per pregare. E fattosi sera, era quivi tutto solo“. (Matteo 14:13-23).

 

Risorse aggiuntive:

Se volete saperne di più sui mormoni, cliccate qui.

Qual è la verità su Emma Smith?

Emma Smith fu la moglie del primo profeta mormone Joseph Smith. Nel corso degli anni, è rimasta un argomento complesso sia per i mormoni che per i non mormoni. Molte persone si sono concentrate quasi esclusivamente sulle decisioni che ella ha preso negli ultimi anni della vita di Joseph Smith e dopo la sua morte, e talvolta quelle manifestazioni hanno creato guai ai mormoni e soddisfatto i non-mormoni. Per capirla, dobbiamo metterla nel suo ambiente e nel suo tempo, non nel nostro. Dobbiamo guardare a tutta la sua vita, non solo ad una parte di essa.

Emma Smith nacque nel 1804, in Pennsylvania, ed ebbe insolite opportunità per una ragazza del suo tempo. Ella era ben educata e insegnava a scuola. Aveva anche mucche e altri oggetti di proprietà, probabilmente ricevuto in pagamento, da parte degli studenti. La sua famiglia aveva una discreta quantità di denaro. Immaginate, quindi, la preoccupazione della sua famiglia quando ella sviluppò una predilezione per Joseph Smith, che era di una famiglia di contadini poveri e non aveva quasi nessuna educazione formale, a parte quella che suo padre gli aveva dato a casa, con una piccola frequenza alla scuola tradizionale. Non aveva alcuna occupazione stabile ed era stato coinvolto intensamente con la religione. Non era, tuttavia, un membro della fede della sua famiglia e, in effetti, aveva ricevuto una visione a quattordici anni che gli diceva di non unirsi a nessuna chiesa esistente, perché nessuna era del tutto giusta.

Emma vide in lui quello che la sua famiglia non vide. Ella, come gli altri che lo conoscevano bene, vedeva un’innata intelligenza, la volontà di lavorare molto duro e una grande integrità. Coloro che lo assumevano, pensavano che egli fosse il miglior dipendente che avessero mai assunto. Frequentò la scuola, mentre la corteggiava, cercando di arrivare fino a lei. Nonostante la disapprovazione dei suoi genitori, ella alla fine fuggì. Essi vissero con la famiglia di Joseph e, poi, con quella di lei, per qualche tempo.

emma-smith-mormoneElla lavorò duramente per sostenere la sua missione. Quando arrivò il momento, per Joseph Smith, di recuperare le tavole d’oro nascoste in tempi antichi da un angelo, un libro chiamato oggi “Libro di Mormon”, ella andò con lui, pregò nel carro, mentre egli andava ad aprire la scatola in cui erano le tavole. Condivise con lui i suoi sforzi per proteggerle dai ladri e lavorò, a volte, come sua scrivana. Egli non era sufficientemente istruito per scrivere la traduzione delle tavole, così mentre traduceva tramite lo Spirito Santo, ella scriveva le sue parole. Altri scribi avrebbero fatto la maggior parte della traduzione, ma ella scriveva in base alle esigenze.

Aveva fede sufficiente per evitare di guardare le piastre, anche quando erano nella sua camera da letto o in cucina, anche se spesso le sentiva, mentre le spostava, per lavorarci. Più tardi, dei testimoni sarebbero stati autorizzati a visualizzare le tavole, ma Dio chiese ad Emma ad accettarle per fede, una testimonianza che Dio la riconosceva come una donna di grande fede.

Emma Smith avrebbe fatto sacrifici enormi per il vangelo di Gesù Cristo, per il marito e per la chiesa, in seguito. Ella non ha fatto delle scelte perfette e ci sono dei fatti che sembrano difficili da capire, per noi oggi. Non ci può essere alcun dubbio, però, che ha fatto sacrifici che sono andati ben oltre ciò che sarebbe stato chiesto di fare alla maggior parte dei mormoni e che ha vissuto più della sua giusta quota di sofferenza.

Avrebbe perso molti dei suoi figli. I suoi primi tre, morirono così in fretta, che non riuscirono a dar loro neanche un nome. Dopo aver perso due gemelli, adottò altri due gemelli, ma uno morì dopo essere stato esposto al freddo, quando una folla invase la loro casa, mentre i bambini erano malati. Un bambino morì all’età di quattordici mesi e un altro morì meno di un anno dopo.

Ella avrebbe lasciato i suoi genitori nel 1830, senza mai più vederli di nuovo, mentre lei e la sua famiglia erano costretti a spostarsi da un luogo all’altro, per evitare la persecuzione e la violenza. Suo marito sarebbe stato arrestato, essenzialmente per essere mormone, lasciandola sola a prendersi cura dei suoi figli. Ella gli scrisse che solo Dio sapeva quanto fosse difficile, per lei, fuggire da casa con i suoi figli, abbandonando tutti i suoi beni e lasciando il marito a sopportare tutto ciò che era a venire.

Di volta in volta, è stata sradicata, spesso senza preavviso e spesso senza il tempo di imballare le sue cose. Ha sopportato le risate e gli insulti della folla. La vita comoda e tranquilla che ella aveva avuto da ragazza, non era servita a prepararla per questa nuova vita, ma ella la affrontò con fede. Confortò le altre donne, le istruì e le aiutò a costruire la propria fede. Spesso si ritrovò a vivere nelle case degli altri e altrettanto spesso ospitò dei completi estranei in casa sua. Quando un gruppo di mormoni neri arrivarono, dopo un viaggio molto difficile e doloroso, pieno di pericoli e pregiudizi razziali, i piedi sanguinanti perché non avevano più le scarpe, lei li fece sedere al proprio tavolo per la cena e li prese tutti in casa sua, come ospiti, fino a quando non riuscirono a trovare lavoro. Quando una di essi non fu in grado di trovare un lavoro, ella la assunse (Jane Manning).

Emma Smith MormoneHa guidato la Società di Soccorso, un’ausiliaria per le donne della chiesa che venne organizzata per educare le donne e per consentire loro di servire gli altri. Ha compilato il primo innario.

Ha gestito quasi ogni prova con grazia. Era spesso ansiosa e triste, ma faceva fronte a tutto. Alla fine, comunque, si trovò di fronte ad un processo che era diventato troppo duro, da gestire. E’ possibile che la poligamia sarebbe stata accettata più facilmente, se non fosse stata aggiunta ad un numero già straordinario di altre prove e se lei non fosse stata la prima moglie ad affrontarla, nella Chiesa. Ella non ha avuto nessun esempio da seguire e nessun gruppo di sostegno reale, come le altre donne, più tardi, avrebbero avuto.

Inizialmente, quando Joseph ammise di aver ricevuto una rivelazione sulla poligamia e che egli avrebbe dovuto assolutamente portarlo avanti, ella accettò. Più tardi, quando Brigham Young era profeta, la pratica sarebbe stata affinata in modo che la prima moglie avrebbe dovuto approvare ogni moglie successiva, ma come vediamo anche nella Bibbia, i parametri per le nuove pratiche spesso vengono nel tempo, mentre i profeti continuano a pregare per avere una guida. Emma aveva, di volta in volta, offerto l’approvazione dei matrimoni specifici. Altre volte, si era resa conto che non poteva gestire le scelte che aveva fatto, tanto quanto Sarah nel Vecchio Testamento, prima incoraggiò il marito a sposare la sua ancella e, poi, scoprì che era più di quanto ella fosse preparata a gestire.

Secondo lo storico Richard Bushman, Joseph vide la poligamia semplicemente come un modo per unire le famiglie insieme per l’eternità. I mormoni credono che la vita familiare continui dopo la morte. Quando il matrimonio eterno venne introdotto, molte famiglie effettuarono il “suggellamento” con degli amici e quelli che volevano essere eternamente associati, senza capire del tutto che cosa significasse la rivelazione. Molti desideravano essere associati al profeta, per avere le benedizioni eterne che egli avrebbe portato. Egli non corteggiava donne o faceva le sue proposte in termini romantici. Egli, infatti, generalmente, portava un altro uomo con sè oppure chiedeva ad un padre o ad un fratello di avvicinarsi alla donna. Chiedeva loro di far rpegare le donna sulla richiesta che veniva fatta.

Gli esami moderni di DNA hanno escluso che i figli di Fran Brodie, fossero di Joseph Smith: erano nati attraverso altri matrimoni. Dal momento che egli era stato padre dei figli avuti con Emma, ​​la paternità era possibile, ma non vi è, in questo momento, alcuna prova biologica di relazioni matrimoniali tradizionali e gli unici racconti sono quelli arrivati da altre fonti, non dalle donne o da Joseph. Per lui, sembra che i matrimoni fossero abbastanza impersonali e destinati a soddisfare il requisito datogli da un angelo, di unire certe famiglie insieme nell’eternità.

Comunque, data la situazione, alla fine Emma si trovò incapace di far fronte alla poligamia. Bushman riporta che Emma e Joseph avevano molte intense discussioni circa la sua poligamia e la loro relazione era periodicamente tesa.

Lo stesso ella continuò ad avere una testimonianza del suo ruolo di profeta e a svolgere i suoi compiti con fedeltà. Diventò la prima donna a ricevere l’investitura del tempio che coinvolge la realizzazione di sacre alleanze con il Salvatore. E, poi, diventò una lavoratrice del tempio, aiutando gli altri con le loro prime esperienze del tempio. Durante questo tempo, il loro rapporto migliorò e Joseph potrebbe aver deciso di interrompere la poligamia e prendere delle mogli supplementari.

Anche se il loro matrimonio era spesso turbato, dopo l’introduzione della poligamia, Emma continuò a prendersi cura di Joseph. Quando venne ucciso, si chinò su di lui e espresse il suo dolore, perché glielo avevano portato via. Conservò una ciocca di suoi capelli, che egli le aveva dato. Li portò in un medaglione, per il resto della sua vita, anche dopo che si risposò.

Venne lasciata sola con i suoi cinque figli, tra cui la sua figlia adottiva e quattro figli. La sua situazione finanziaria era precaria, perché non vi era stata una linea netta tra i soldi di famiglia e il denaro della chiesa, con Joseph che spesso faceva dei debiti, per contribuire a sostenere la Chiesa. Fece uno sforzo comprensibile per mantenere un po’ di proprietà e questo la mise in contrasto con Brigham Young, in quanto non era chiaro quali di queste proprietà appartenessero alla chiesa e quali a lei. Alcuni membri della chiesa impropriamente la respinsero a causa del suo rifiuto della poligamia e della sua schiettezza sull’argomento. La Chiesa era già in un periodo di grande stress e di dolore, mentre le persone lottavano per decidere chi dovesse essere il prossimo profeta e come avrebbe affrontato il fatto che essi fossero nuovamente in grande pericolo, con un futuro incerto. Questo, molto probabilmente, portò delle persone a comportarsi in modo diverso di quello che avrebbero potuto fare in circostanze più delicate. Con disagio da entrambe le parti, ben presto ella si ritrovò fuori dalla corrente principale della chiesa.

Quando i mormoni partirono per lo Utah, lei decise di rimanere indietro. Si trasferì lontano da Nauvoo per un po’, per evitare il pericolo, ma alla fine tornò alla sua ex casa. Era in grado di utilizzare le proprietà che possedeva per sostenere la sua famiglia, ma con difficoltà, soprattutto da quando le erano stati lasciati da coprire molti debiti di Joseph. Sposò poi il Maggiore Lewis Bidamon, che aveva sostenuto i mormoni durante le prove, ma non era un membro. Aveva avuto un figlio illegittimo e dopo il matrimonio con Emma ne ebbe un altro, che lei allevò, facendo di lei una donna ancora più straordinaria. Avevano un ragionevolmente buon rapporto, nonostante queste sfide.

Quando suo figlio diventò adulto, si diresse verso la Chiesa riorganizzata, come era allora conosciuta, e si unì anche lei. Tuttavia, non fu mai veramente un membro attivo di quella chiesa, né diventò un membro attivo di ​​qualsiasi altra chiesa. Ammise che era stata riluttante a dare ai suoi figli una vita religiosa, facendo loro soltanto leggere personalmente la Bibbia e il Libro di Mormon, perché aveva paura di un ritorno alle tante prove che aveva avuto di fronte. Si prese cura della madre di Joseph e la suocera osservò che non molte donne avrebbero sopportato tante prove, con così tanta grazia.

La vita di Emma è stata una vita complessa. La sua raffinata infanzia e adolescenza non erano state progettate per darle le competenze di cui avrebbe avuto bisogno in età adulta, ma lei riuscì a superare quasi tutto. Teneva alla sua fede in Dio, nel vangelo e a Joseph Smith come profeta. Non era perfetta, ma ciò che è sorprendente è che lei era perfetta mentre le venivano date le prove e le persecuzioni che ha vissuto. I suoi dolori erano molto reali e sarebbe stata una sfida per qualsiasi donna, in particolare senza la lente del tempo che facesse capire quanto accadeva. Erano prove abbastanza pesanti, per una donna e se lei, alla fine, si è stancata di combattere, sulla sua strada attraverso la vita, può essere comprensibile.

I mormoni moderni stanno cominciando a venire a patti con Emma, vedendola come una signora eletta, di cui Dio dichiarò il suo essere in una rivelazione, una persona vera e umana, che ha combattuto per Dio, fino a quando ha dovuto scegliere la vita più calma che lei aveva sempre desiderato. E’ rimasta al fianco di suo marito, anche quando hanno dovuto affrontare le tensioni del loro matrimonio. Dopo la sua morte, ella ha resistito a chi l’incoraggiava a negare il suo ruolo di profeta. Poiché non ha lasciato alcun diario, non sappiamo qual è l’intera verità su Emma Smith… ma sappiamo che era una donna notevole.

 

Risorse aggiuntive:

Se vuoi sapere di più sui mormoni, clicca qui.

Signore, io credo! Una lezione sul “Vieni e seguimi”

Io sono una consulente del programma delle Giovani Donne del mio rione. Il ruolo chiave di un consulente è quello di aiutare con le lezioni domenicali. Era il mio turno, questa settimana, di preparare una lezione (che non è esattamente una lezione. Con il nuovo programma di studi “Vieni e seguimi”, siamo esortati a non insegnare lezioni o trasmettere informazioni, ma piuttosto ad impegnare i giovani, per facilitarli ad essere quelli che possono, poi, insegnare, condividere e testimoniare).

Ho scoperto che di solito vi è un senso di “flusso che va avanti”, quando si parla di un insegnamento e facilita una lezione. Quando prego ed apro il mio cuore, chiedendo su cosa mettere a fuoco in classe, le idee si ordinano e si stabiliscono su di me. Questa settimana, avevo un solo pensiero veramente chiaro e riguardava la recente Conferenza Generale, in particolare il discorso dell’anziano Jeffrey R. Holland. Ma questo era tutto quello che avevo.

Ma poi Sabato sera, mentre stavo pulendo la mia stanza, è “successo” che ho aperto uno dei miei libri, su una storia riguardante l’esperienza di una donna che ha vissuto un giorno in cui tutto andava male, poiché aveva fretta. Ella decise di fare un giro e meditare e pregare. Si sentiva guidata dallo Spirito, nello scrivere semplicemente i suoi pensieri. In primo luogo, scrisse tutte le negatività, le paure e la paura che la affliggeva e, poi, iniziò a scrivere alcune riflessioni e testimonianze, in base a quello che sapeva e credeva.

Gesù cammina sulle acque MormoneMi è venuta l’idea di far fare qualcosa di simile alle ragazze, tranne per il fatto che volevo far capovolgere l’ordine di ciò che avrebbero scritto, per implementare il consiglio dell’anziano Holland e aiutarle a portare fuori la fede.

Le giovani donne sono state invitate a leggere in silenzio le parole dell’anziano Holland per qualche minuto e a condividere ciò che le aveva colpite. Ho poi consegnato un pezzo di carta ad ogni persona. Hanno piegato i loro fogli a metà e hanno scritto “Signore, io credo” nella parte superiore della colonna di sinistra.

Poi le ho invitate a scrivere che cosa è venuto loro in mente, circa la loro testimonianza. Ho dato loro un semplice aiuto, chiedendo di riflettere su quali principi o verità le avessero aiutate nella loro vita. Ho chiesto come, la loro testimonianza, le aiutasse a comprendere quel momento e quali Scritture le aiutano quando si trovano ad affrontare una dura giornata.

Hanno scritto e scritto e scritto.

Ero titubante se interrompere la loro scrittura, ma volevo che il processo fosse completo, prima di tornare alla condivisione. Abbiamo diviso la classe in tre cerchi da tre e le ho invitate a condividere, ciascuna con il loro gruppo, qualcosina dalla loro lista, quello che si sentivano comode a condividere. Alcune giovani hanno letto tutta la lista, gli altri hanno condiviso una o due cose e ne hanno parlato un pò. Abbiamo finito con una discussione di gruppo. E’ stato meraviglioso vedere come fosse personale il processo di meditazione per ogni persona e anche come le sensazioni uditive altrui, spronano più pensieri e sentimenti. Il valore era sia l’auto-riflessione, che anche il condividere e testimoniare l’uno all’altro. E sentivo come il Signore ci avesse guidato ad avere un semplice strumento che poteva essere utilizzato in giorni difficili o nei momenti difficili.

L’anziano Holland dice:

Durante la crescita tutti noi dobbiamo vivere, nella mortalità, l’equivalente spirituale dell’afflizione di questo ragazzo o la disperazione di questo genitore, e succede a tutti. Quando quei momenti vanno e vengono e la soluzione non è immediatamente disponibile, attaccatevi a ciò che già sapete e rimanete fermi in quella posizione, fino a quando non avete la conoscenza aggiuntiva di cui avete bisogno.

Ero così grata per le idee fornite in questa lezione, perché subito dopo la chiesa, mia figlia era triste per qualcosa che era successo quel giorno, proprio in chiesa. Stiamo lavorando duramente, nella nostra casa, in questo momento, per aiutare a garantire che i bambini si sentano sicuri e condividere i loro sentimenti, qualunque essi siano, così ho voluto ascoltare con attenzione il suo dolore. Ma ho avuto il pensiero di invitare mia figlia a provare questo esercizio, mettendo in chiaro che la seconda colonna poteva essere usata per poi scrivere le sue preoccupazioni e le lotte.

E lei ha scritto e scrive.

E scrisse.

Scrisse quattro colonne piene (due pagine e mezzo, anteriore e posteriore), dichiarando le sue convinzioni.

Ho esitato a chiedere, più tardi, se era disposta a condividere parte della sua lista, perché non avevo voglia di entrare nel suo spazio sacro, senza essere invitata. Ma volevo che sapesse che mi importava ed ero disposta ad ascoltare.

Eravamo raggomitolate sul mio letto, mentre mi leggeva la sua lista. E io piangevo davanti alla forza della sua testimonianza. Quando ho chiesto riguardo una delle cose più tenere che aveva scritto, una di quelle cose che si è desiderosi di credere, ma non abbastanza da sentirla ancora come reale, mi ha risposto che, fino a quando non lo ha detto ad alta voce, la verità non si era stabilita più profondamente nel suo cuore.

Sono grata per l’anziano Holland, per il suo semplice, potente insegnamento, nell’aiutarci a far venire fuori la nostra fede. Sono grata per lo Spirito che mi ha portato ad usare questo discorso. Sono grata per le giovani donne che hanno voglia di impegnarsi e condividere e testimoniare. E sono riconoscente per le benedizioni che scorrono nella mia casa a causa di questo nuovo programma di studi. Incoraggio i genitori ad attingere a questa risorsa incredibile, compresi i video di formazione. I nostri figli hanno molto da insegnarci. Abbiamo solo bisogno di trovare le opportunità per invitarli a farlo.

 

Risorse aggiuntive:

Se vuoi saperne di più sui mormoni, clicca qui.

Pensieri Mormoni: Cedere la propria volontà

scritto da Ian Miller

La BYU (La Brigham Young University) è gestita dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, spesso erroneamente soprannominata come la “Chiesa Mormone”. Gli studenti della BYU seguono per quasi un semestre degli stimolanti corsi di religione, spiritualmente edificanti.

Qui, in questo spazio, gli studenti che si sono iscritti al corso di studio delle scritture hanno condiviso i loro pensieri, idee e riflessioni sul Libro di Mormon sotto la forma di lettere indirizzate a qualcuno che conoscono.

Pubblicando queste lettere, noi adempiamo il nostro desiderio di poter parlare a tutti della rilevanza, del potere e della bellezza del Nuovo Testamento, e del piano di felicità che Dio ha per ognuno di noi. Vi invitiamo a dare un’occhiata alle loro scoperte e rivelazioni mentre approfondiscono la loro conoscenza delle scritture. Fateci sapere in che modo queste cose vi possano aiutare nel corso della vostra vita. Condividetele con un amico.

Una lettera a mia moglie riguardo al cedere la nostra volontà

Preghiera mormoneVorrei condividere un’idea avuta nel corso che ho seguito questa settimana sul Nuovo Testamento. Stavamo leggendo Filippesi 2 ed abbiamo notato l’importanza della nostra volontà, specialmente dal versetto 12 al 17, o giù di li. Ho sempre trovato interessante rendermi conto che ciò che tutti noi possiamo davvero dare a Dio, che Egli non ci ha direttamente donato a noi in primo luogo, è la nostra volontà. Mi sono sempre sentito umile pensando a questa idea ed ho sempre amato lo sforzarmi per cercare di raggiungere questo obbiettivo. Praticamente, l’unico modo per poter fare questo è di cedere la nostra volontà sull’altare di Dio. Poi, una volta che la nostra volontà è stata ceduta, possiamo ricevere nel nostro cuore la volontà di Dio. Penso che questa sia l’essenza dell’Espiazione ed il modo migliore per far si che noi possiamo diventare come Cristo.

Il mio professore ha raccontato una storia che ha davvero enfatizzato questa idea e mi piacerebbe poterla condividere con te. Ha iniziato con il raccontarci di un’anziana vedova convertita alla Chiesa che ha conosciuto durante la sua missione in Brasile. Ci ha detto che questa vecchina viveva vicino al fiume in una proprietà che non nessuno avrebbe mai comprato, perché non ci sarebbe stato nessun interesse in una proprietà che si allaga un paio di volte ogni anno. La casa di questa donna aveva il tetto di latta e le stecche che costituivano le pareti avevano dei piccoli buchi. In una casa di circa 3 metri per 2.5,  aveva solamente un piccolo letto, un tronco che le faceva da sedia ed un piccolo lavoro fatto da due cavalletti che si utilizzano di solito per tagliare la legna e tre travi di legno.

Dopo che il vescovo del rione era stato a casa sua, si sentì molto dispiaciuto per lei e la volle aiutare. Decise di iniziare con un mobile alla volta. Durante la seguente riunione sacramentale, il vescovo annunciò dal pulpito che c’era una famiglia in difficoltà che aveva bisogno di un piccolo tavolo e che se qualcuno ne avesse uno da donare doveva presentarsi al suo ufficio dopo le riunioni. Dopo le riunioni domenicali, sentì un leggero bussare alla sua porta. Era l’anziana signora. Ella disse “Vescovo, ti vorrei parlare dell’annuncio di oggi.” Il vescovo aveva paura che la vecchina si sentiva offesa. Invece, lei gli disse che pensava che tutte le famiglie dovessero avere un tavolo dove mangiare e che lei aveva un tavolo molto piccolo e molto basilare, ma che lo avrebbe dato a loro con piacere fino a quando non ne avrebbero trovato uno più bello. Allora il vescovo sorrise e le disse che il tavolo doveva essere destinato lei. Ella fu gentile, e lo ringraziò. Ma gli disse che avrebbe dovuto spendere il suo tempo aiutando coloro che erano davvero nel bisogno.

Amo questa storia, e penso che spieghi molto il modo in cui tutti noi dovremmo cedere la nostra volontà. Spero di poter essere in grado di farlo e spero inoltre che questo possa illuminare la tua giornata.

Ti amo per sempre,

Ian